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La carne ovina: dall’antichità fino ad oggi, pilastro del patrimonio europeo

Nella ricca tavolozza del gusto dell’Unione Europea, la carne ovina rappresenta indubbiamente una categoria particolare con caratteristiche ben distinte.

La carne ovina è parte integrante del patrimonio alimentare del Mediterraneo e di conseguenza la sua produzione è rilevante al sud dell’Unione Europea, dove la Grecia occupa la seconda posizione, con una quota pari al 9% della produzione europea complessiva.

È uno dei due prodotti principali del patrimonio zootecnico ovino, che costituisce un’attività produttiva particolare e svolge un ruolo importante nella crescita dell’economia delle zone rurali, in particolare di quelle montane e svantaggiate, oltre a contribuire in maniera vitale, al mantenimento di prati e pascoli.

Gli ovini ed i caprini sono ritenuti i primi animali agricoli addomesticati dall’uomo, all’incirca 11.000 anni fa.

Fin dall’età omerica, gli ovicaprini rappresentano il settore più tradizionale dell’allevamento, legato ad elementi mitologici e culturali del mondo greco.

Nel tempo, si è pienamente adattato alle peculiari condizioni del clima e del suolo greci, sfruttando le enormi estensioni dei pascoli collinari e montani che, altrimenti, resterebbero inutilizzati e quindi, soggetti a graduale desertificazione.

Oggigiorno, inoltre, si tratta del settore di produzione del bestiame più rilevante, in cui gli ovini detengono una quota pari al 61,4% e l’allevamento ovino è esercitato in notevole percentuale (85% dei capi di bestiame e 80% delle aziende) nelle aree montane e svantaggiate del paese, costituenti l’85% della sua superficie complessiva.